Aviles/Textos

F A I R   O F   C O N T E M P O R A R Y   A R T   O F   B O L O G N A   (2003)
Text of the art critic Flavio Arensi, about of the work of Avilés
A volte capita che l’ acqua e la pietra non riescano a separarse; tanto differenti per origine, eppure legate da un fascino estremo, scaturito dal loro trovarse insieme, scivolarsi addosso. Si può, fra i due, definire un rapporto d’ amore che termina quando l’ ultima goccia evapora dalla superficie sassosa intrepidita dal caldo del mezzogiorno; ma esistono altri istanti in cui l’acqua aumenta le contrarietà della rocía, e la rocía accoglie l’acqua in un interminabile abbraccio. Ad Avilés servono il cilestro e un po’ di paglierino per rappresentarne lo sposalizio, celebrado dalla luce, danzante insieme agli altri convitati. Si può ascoltare il flebile inabissare di un getto nella vasca, e l’ espandersi liquido sulle porosità dei sassi. Una sinfonia del minuscolo che, però spinge a cercare  gli indecifrabili, infiniti, movimenti sfumati accesi sulla superficie acquosa. Lì, presino un raggio di sole stenta ad irrompere con fermezza, bensì desiste dal proprio impeto e si il sommesso tepore del riverbero, e più sotto l’ acquitato piacere dell’ acqua di sostare fra la fredda pietra e il caldo soffio della volta celeste. 

Flavio Arensi.
(Italian art critic and historian) 
Milán- Italia,  10- 12- 2002.

 
L A   P I N T U R A   C O M O   M E T A F O R A
 

En la obra de Avilés del período 1994-1999 sus trabajos tratan de estudios anatómicos y de ambientes inteligentemente sórdidos que en  grises coloridos anuncian una metáfora de su tumultuosa sensibilidad. La pintura o el oficio de pintor no sirven al tema sino que manifiestan el  imaginario clandestino de Avilés que entre doncellas torturadas y ancianos vívidos se nombra en una materialidad de veladuras, empastes y traspasos de gráfica sobre papel. En suma un universo que se sirve de los medios pictóricos para patentizar la condena de la carne o quizás el erotismo oculto entre la suave   penumbra de la vida  que en escenográficas escenas acentúa morbosamente  la relación entre  representación y modelo. La obra de Avilés dialoga con ambas y se anuncia con gestos contenidos por dibujos que intentan encerrar una pincelada abierta, cadenciosa y precisa.    

Luis Barrera
(art critic and historian). 
Santiago – Chile - 01- 09 - 1999.